Sotto esame il Linfano di Arco
Il Piano urbanistico provinciale cancella terreni agricolo rispetto ai Prg
venerdì 13 giugno 2008, di Stefano Ischia
da l’Adige del 9 giugno 2008
di stefano ischia
Le campagne destinate a sparire.
RIVA PIANO REGOLATORE (senza considerare le varianti): agricolo primario 161,25 ettari; agricolo secondario 383,24; totale campagne 544,49
RIVA PIANO URBANISTICO PROVINCIALE 2008: agricolo di pregio 303,44 ettari; agricolo ordinario 101,71; totale campagne: 405,15
SALDO = -139,34
ARCO PIANO REGOLATORE (senza le varianti) : agricolo primario: 746,62 ettari; agricolo secondario: 555,97 ettari ; totale campagne: 1302,59
ARCO PIANO URBANISTICO PROVINCIALE 2008 : agricolo di pregio 1011,26 ettari; agricolo ordinario: 202,37 ettari; totale campagne: 1213,63
SALDO = -88,96
ARCO - Giorni decisivi per il paesaggio del Basso Sarca, questa settimana si definiranno le sorti del Parco agricolo Alto Garda. Mercoledì se ne discuterà a Trento: il consiglio provinciale dovrà approvare o bocciare il disegno di legge di costituzione dello stesso, proposto da novemila cittadini. Secondo fonti bene informate la legge rischia di essere respinta.
Ci sarebbero le minoranze di Forza Italia e l’ala della Margherita che fa capo all’assessore Mauro Gilmozzi contrarie all’istituzione del Parco così come proposto dal comitato popolare. Anche il sindaco di Riva del Garda, il senatore della Margherita, Claudio Molinari non ha mai fatto mistero di non gradire l’operazione così come architettata.
Il paesaggio dell’Alto Garda negli ultimi cinquant’anni ha cambiato fisionomia. Da terra bucolica si è trasformato in zona urbana fortemente cementificata, territorio di conquista per speculatori edilizi con brutte periferie con conglomerati di capannoni e centri commerciali. Le campagne sono continuamente erose in favore del cemento e da una semplice lettura delle mappe dei piani regolatori di Riva del Garda e di Arco messe a confronto con il Piano urbanistico provinciale 2008 (Pup), si nota l’ulteriore taglio alle aree agricole per altri 228 ettari (vedasi scheda sopra).
ARCO
Anche ad Arco, come a Riva del Garda, intere distese di campagne sono destinate a sparire. Il nuovo Pup ha tolto il vincolo agricolo a molti ettari di campagna rispetto a quanto prevede il Piano regolatore generale (senza considerare le varianti successive). Per diventare fabbricabili, in ogni modo, i terreni prima devono essere declassati dal Piano urbanistico provinciale e poi essere resi edificabili dal Piano regolatore. Va tenuto presente che in ballo possono esserci somme notevoli: un terreno agricolo del Basso Sarca vale circa 30-40 euro a metro quadro (il prezzo di 1000 metri quadri di campagna è 30-40 mila euro), mentre un terreno edificabile vale 800-1000 euro al metro, a seconda della zona (1000 metri di campagna, se diventano fabbricabili, passano così da 30-40 mila euro a 800 mila-1 milione di euro).
LINFANO
Ecco alcuni dei terreni che per il Piano regolatore di Arco erano agricoli (quando è stato approvato senza considerare varianti successive) e che il Pup ha deciso di non considerare più tali. L’elenco è perfezionabile, integrabile e aggiornabile. Parte dalla fascia più a sud. La zona di Varignano, Chiarano sud e via Santa Caterina è già stata presa in esame da l’Adige il 26 aprile. Rispetto al Piano regolatore, il Pup ha deciso che non è più campagna: buona parte del fondo di Gianfranco Morandi ; i 1842 metri di Mariano Morandi ; parte dei 3000 metri circa di Antonio Morandi ; i quasi 7000 metri della Cantina Madonna delle Vittorie ; parte dei 1465 metri quadri di Carla Giovanazzi e 3080 metri di Ferruccio, Carla e Vanna Giacomazzi . Salendo un poco verso nord il Pup non considera agricoli i quasi 3000 metri di Verdeblu srl di Francesco e Giuseppe Pedrotti e Maria Giuseppina Marchetti ; i 2259 metri di Vanna e Ferruccio Giacomazzi ; poi un lotto consistente di più di 5000 metri che fa capo alla Costruzioni fratelli Pedrotti snc di Lasino di Francesco Pedrotti con terreno comperato nel 2004; un altro fondo di 1210 metri appartenente alla Pedrotti costruzioni e a Francesco Pedrotti . Ancora più a nord, nella zona della Ca’ Rossa: 1221 metri di Ferruccio Giacomazzi ; 915 metri di Sergio Leoni e Daniela Bonora ; 454 metri di Ernesto Giovanazzi ; circa 2400 metri di Gabriele Giovanazzi ed Emilia Morandi e una motesta porzione di terreno appartenente a Gabriele Tonazza . Ancora più a nord: parte dei 970 metri di Maria Teresa Battistoni ; oltre 4000 metri di Laura Bertamini ; 2000 metri di Patrizia Vivaldi ; circa 3000 metri di Giorgio Sbarberi ; quindi i fondi che fanno capo a Susanna Finotti pari a circa 9000 metri; circa 1200 di Mario Agnolin e Bruna Tomedi ; circa 700 metri di Marco Santorum ; 504 metri di Luciana Tasin ; 859 metri di Bruno Agnolin e 1419 metri di Giuseppe Bertamini .